Cenni sulla Ludoteca Pediatrica

Il servizio di Ludoteca in Pediatria, possiede, oltre l’aspetto più prettamente di “terapia del gioco”, una valenza culturale, sociale ed educativa all’interno della corsia:

 

CULTURALE – perché ha dato la possibilità a molti bambini e genitori di provare delle esperienze che non conoscevano (ad esempio l’utilizzo del computer, la drammatizzazione di favole, il giocare con giochi e materiali non convenzionali) migliorando così il rapporto con l’ambiente ospedaliero e con tutto ciò che riguarda una degenza, lunga o breve che sia.

SOCIALE – perché, strutturando al meglio gli spazi e promovendo una migliore considerazione dei rapporti sociali, ha saputo promuovere l’interazione e la collaborazione tra bambini ricoverati, genitori, ludotecari, personale medico, infermieristico e ausiliario.

EDUCATIVO – perché si è proposto come luogo di promozione di nuovi percorsi pedagogici di formazione, di sperimentazione e di ricerca.

L’attenzione che nel nostro progetto è stata rivolta al bambino, non ha mirato certo a stravolgere o complicare l’intervento degli esperti della malattia (i medici), al contrario essa ha mirato ad affiancarli per facilitarne il compito.

Quello che abbiamo realizzato attraverso varie attività, è soprattutto il rispetto per il bambino in quanto tale, valorizzandone ogni dimensione, permettendo alle sue energie positive di emergere attraverso modalità operative diversificate, a seconda del tipo di malattia, e sdrammatizzando la permanenza in ospedale del bambino stesso.

Il suo coinvolgimento, la partecipazione delle figure a lui affettivamente vicine, la conoscenza ludica della malattia, hanno reso il bambino ospedalizzato in grado di fronteggiare il problema attraverso il controllo dell’ansia e della paura.

La ludoteca, nel particolare ambiente dell’ospedale, offre uno stimolo alla guarigione, distrae il bambino dal dolore e dall’angoscia che possono procurargli il distacco dall’ambiente familiare, il ricovero o alcune terapie defaticanti.

La ludoteca in pediatria avrà, oltre ai valori propri della ludoteca, un significato ben preciso, tipicamente terapeutico, dove il termine “terapia” va qui associato all’idea di globalità. Globalità riferita certo alla malattia, che sarà necessariamente considerata biopsicosociale, ma ancor più al bambino e al suo processo di guarigione che deve essere nel contempo senso-psico-motorio, intellettivo e affettivo.  Infine, globalità si riferisce anche all’ambiente, ovvero al contesto di dinamiche interpersonali e interistituzionali che influenzano la dinamica della patologia.

E’ per questi ed altri motivi che da diversi anni quando si parla d’interventi di questo tipo si parla di Terapia del Gioco.

LA TERAPIA DEL GIOCO

É la cura pedagogica e psicologica dei bambini e dei loro genitori durante l’intero periodo della loro permanenza in ospedale.

Il nostro scopo non è soltanto di fornire degli strumenti occasionali per l’attività del gioco di breve durata. Noi abbiamo cercato di esercitare un’influenza sulle attitudini e le condizioni di cooperazione tra bambini, genitori e personale ospedaliero.

I bambini non reagiscono alla stessa maniera degli adulti di fronte a ciò che gli accade e, nel nostro specifico caso, alla malattia. Si esprimono con i movimenti del corpo, con i gesti e con il loro comportamento, e, soprattutto, attraverso l’attività del gioco. Abbiamo procurato materiali di gioco adatti al livello di sviluppo di ogni bambino e ricavato all’interno del reparto spazi in cui giocare (nella ludoteca, nel corridoio, nelle stanze di degenza).

Molti giochi si sono dimostrati di particolare valore dal punto di vista terapeutico: le attività creative, come l’uso del colore e le attività manipolative: giocando con la pasta di sale (soltanto acqua, sale e farina!) i bambini esercitano le capacità motorie delle mani e anche i propri organi di senso.

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