Qualità

Qualità della vita –  La qualità di vita o “benessere” della popolazione di una comunità, città o nazione, è un argomento importante in economia, scienze politiche, urbanistica e sociologia. Quando una città ha una buona qualità di vita, significa che la maggioranza della sua popolazione può fruire di una serie di vantaggi politici, economici e sociali che le permettono di sviluppare con discreta facilità le proprie potenzialità umane e condurre una vita relativamente serena e soddisfatta. Si misura per mezzo di numerosi indicatori economici e sociali. Gli indici economici sono abbastanza facilmente misurabili. Invece, gli indicatori sociali, quali ad esempio la sicurezza dal crimine, la sperequazione sociale, la libertà politica, la salute fisica, l’accesso all’istruzione, l’inquinamento e altri simili, sono più difficili da misurare. Questo fatto ha creato uno squilibrio tra la due categorie di indicatori, con il risultato che gli specialisti hanno elaborato criteri standard di quantificazione per gli aspetti economici, ma hanno avuto difficoltà ad accordarsi su come misurare gli altri e a stabilirne la percentuale di importanza reciproca.

Cenno storico – Il dibattito sulla qualità di vita è antico. Già Aristotele, per esempio, lo ha trattato nell’Etica Nicomachea usando il concetto di eudaimonia, che in greco significa “buon spirito” o felicità. Prima di lui, Platone aveva dedicato vari anni della sua vita a organizzare praticamente il governo e la città perfetta. Ai due filosofi greci si sono poi aggiunti lungo i secoli numerosi altri filosofi, religiosi, sociologi che si sono cimentati a descrivere in dettaglio gli elementi necessari per una comunità felice. Oggi il concetto di qualità di vita è strettamente correlato ai termini “vivibile” e “vivibilità”, riferiti all’ambiente economico-sociale più o meno desiderabile di una cittadina, di una metropoli o di un Paese. Questi termini sono ormai entrati a far parte del linguaggio comune.

Evoluzione del concetto di qualità – Nonostante i presupposti teorici e culturali, che hanno contribuito all’attuale accezione di qualità, possono farsi risalire alla rivoluzione industriale, gli strumenti in grado di aumentare l’efficienza del sistema qualità hanno assunto, solo a partire dal secondo dopoguerra, un’importanza crescente in tutti i settori.

Il rilevante compito di diffusione della cultura della qualità è stato assolto dall’Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni ISO che, già dal 1987, aveva adottato in tema di certificazione di un sistema di qualità, le norme conosciute con il nome ISO 29000, aggiornate nel 1994 con il nome ISO 9000, fino alle recenti versioni del 2000, del 2005 e del Novembre 2008. In ogni versione l’oggetto delle norme è stato notevolmente modificato.

L’ISO 29000:1987 offriva alle aziende soluzioni preconfezionate ritenute fondamentali per incrementare l’efficienza del proprio sistema qualità. L’utilizzo delle prescrizioni in essa contenute rappresentava per l’azienda un’occasione per analizzare alcuni aspetti della propria organizzazione. L’ISO 29000 del 1987 proponeva una visione che mirava all’assicurazione della qualità attraverso la prevenzione della non conformità.

Nella versione successiva, ISO 9000:1994, il sistema di gestione per la qualità risultava significatamente cambiato rispetto al precedente assumendo, come riferimento centrale, la figura del cliente. Questa figura assume però un’accezione più ampia. Il termine cliente indica non solo chi usufruirà del prodotto finale, il riferimento è esteso a tutti i soggetti coinvolti più o meno direttamente nel processo realizzativo, ossia coloro che nel sistema di lavorazioni o nelle procedure di un’organizzazione, trovandosi nelle varie fasi a valle del processo, può essere considerato “cliente interno” della fase appena superata.

Nelle ultime versioni, ISO 9000:2000 e ISO 9000:2005 a cui corrispondono le ISO 9001:2000 e ISO 9001:2008, l’attenzione della norma si è infine spostata sull’efficacia e sul miglioramento continuo dei processi aziendali.

Si è passati da un approccio basato sull’ispezione e sul controllo finale del prodotto, ad un approccio gestionale integrato in cui il coinvolgimento di tutto il personale, la pianificazione, la documentazione dell’attività e l’atteggiamento volto al miglioramento continuo, diventano i cardini del nuovo modello di gestione. La qualità diventa una vera e propria strategia competitiva parte della missione aziendale, e quindi il fine di un processo produttivo e progettuale.

Definizione di Qualità – Il concetto e la stessa definizione di qualità ha subìto grandi evoluzioni nel tempo. Valgono i seguenti riferimenti bibliografici:

  • Joseph M. Juran en:Juran, “Idoneità all’uso” è il padre della moderna gestione della qualità.
  • Kuehn & Day 1962, “Nell’analisi finale del mercato, la qualità di un prodotto dipende da quanto bene corrisponde ai modelli delle preferenze del consumatore.”
  • Gilmore 1974, “La qualità è il grado con cui un prodotto specifico soddisfa i bisogni di uno specifico consumatore.”
  • Crosby 1979, “Qualità significa conformità a requisiti.”
  • Broh 1982, “La qualità è il grado di eccellenza ad un prezzo accettabile ed il controllo della variabilità ad un costo accettabile.”
  • Price 1985, “Fare le cose giuste la prima volta.”
  • Oakland 1989, “L’essenza dell’approccio alla qualità totale è identificare e soddisfare i requisiti dei clienti, sia interni che esterni.”
  • Newell & Dale 1991, “La qualità deve essere raggiunta in cinque aree fondamentali: persone, mezzi, metodi, materiali e ambiente per assicurare la soddisfazione dei bisogni del cliente.”
  • La norma ISO 9000 del 2000 (Fondamenti e Terminologia) “Qualità: Capacità di un insieme di caratteristiche inerenti un prodotto, sistema, o processo di ottemperare a requisiti di clienti e di altre parti interessate.”
  • La norma ISO 9000 del 2005 (Fondamenti e Terminologia) “Qualità: Grado con cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfano i requisiti.”

(da Wikipedia – l’enciclopedia libera)

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